LA COLTIVAZIONE
La fortunata ubicazione dei nostri terreni, grazie all'
altitudine, alle esposizioni ed alla temperatura delle stagioni, ci
permette una coltivazione biologica senza necessità di qualsiasi
intervento antiparassitario, dando luogo a dei frutti perfetti.
Tutte le operazioni colturali, grazie alla direzione agronomica, del
dott.Agr. Daniele Vannucci, (direttore della sezione macchine operatrici
dell'Istituto sperimentale per la meccanizzazione agricola di Roma),
si avvalgono delle più moderne tecniche di conduzione, sostenendo
una meccanizzazione intelligente, per migliorare il prodotto e contenere
i costi dell' Olivicoltura.
Le operazioni al terreno sono essenzialmente eseguite sia per la trinciatura
dei residui di potatura, che per la pacciamatura con erbe spontanee.
Alla fine dell'estate le lavorazioni al terreno vengono sospese, mantenedo
solo la pacciamatura, che permette di ottenere una superficie leggermete
inerbita, che facilita le operazioni di raccolta. Durante l'inverno
l'erba è lasciata crescere, in modo da creare così un
naturale riparo per le radici dalle eventuali gelate, ma anche di preservare
il terreno dalle erosioni dovute ad eventuali forti piogge.
Le operazioni alla pianta riguardano essenzialmente la potatura e la
raccolta. La potatura, annuale, viene fatta a rotazione in modo leggero
su due terzi della superficie, mentre su un terzo viene eseguita in
modo più completo. In tre anni, quindi, si interviene su ogni
appezzamneto dell'oliveto, in modo da mantenere le piante nelle migliori
condizioni di produttività.
La raccolta viene eseguita a mano, e con pettini pneumatici, con l'ausilio
di appropriate reti lunghe 30 metri, disposte in filari contigui, in
modo da velocizzare le operazioni.. Le olive vengono quindi messe in
cassette e portate al frantoio entro 24 ore dalla raccolta.
Per la frangitura vengono utilizzati sia frantoi di tipo tradizionale,
con la molitura della olive a macine di pietra, che di tipo moderno,
con frangitori a martelli, gramola, decanter e centrifuga.